lunedì 12 giugno 2017

Olio extravergine d'oliva, meglio di una medicina


Omero lo chiamava "Oro Liquido" e Ippocrate "Il grande guaritore". L'olio extravergine d'oliva, infatti, è conosciuto come alimento super-salutare da migliaia di anni, ma da qualche tempo lo testimoniano anche varie ricerche scientifiche.

L'importante è che sia di "alta qualità", così da contenere concentrazioni elevate dei suoi nutrienti.

L'olio extravergine d'oliva è uno dei componenti principali della dieta mediterranea, di cui rappresenta la principale fonte di grassi. Se questo stile di alimentazione è universalmente considerato il più sano per la prevenzione delle malattie non trasmissibili, l'olio extravergine d'oliva ne è uno dei più importanti responsabili.

Contiene infatti acidi grassi, vitamine e polifenoli, dalle provate proprietà antiossidanti, antinfiammatorie, antivirali, antibatteriche e di controllo della glicemia. E anche anti-tumurali.

Una ricerca del 2015 sui topi ha dimostrato che una dieta arricchita con olio extravergine d'oliva dalla gravidanza riduce i danni ossidativi al cervello e ne migliora l'espressione genica già nel feto, per continuare nell'allattamento e anche dopo.

Questo significa una migliore funzionalità del cervello ed una maggiore resistenza alle malattie.

Un altro studio sui maiali ha dimostrato che chi assume un'integrazione di quest'olio durante la gravidanza, poi passa al feto molte più sostanze antinfiammatorie.

Una ricerca eseguita sui bambini e sulle donne incinte in Grecia (Rhea Project) ha evidenziato poi che le mamme che fanno uso abitualmente di Olio extravergine d'oliva all'interno di una dieta mediterranea dalla gravidanza nei primi mille giorni di vita del bambino (poco più di due anni circa), hanno meno probabilità di soffrire di depressione post parto e i bambini di soffrire di wheezing (respiro sibilante) in epoca precoce. Inoltre è stato dimostrato che un supplemento di un particolare acido grasso (Lcpufa), presente nell'olio extravergine d'oliva, nei neonati diminuisce il rischio di allergie e atopia.

L'Efsa (European food safety authority) consiglia una dose giornaliera per gli adulti da 20g (pari a due cucchiai) fino a 50g e 10-20g (uno due cucchiai) già dallo svezzamento, limitando gli altri grassi.

lunedì 5 giugno 2017

Il microscopio analizza il Dna se lo agganci allo smartphone

Dall'esordio sul mercato, dieci anni fa, gli smartphone si sono continuamente arricchiti. L'ultima ricerca, coordinata dalle Università della California a Los Angeles e da quelle di Stoccolma e Uppsala, vuole i nostri abituali dispositivi capaci anche di sequenziare il Dna e analizzare le mutazioni genetiche. Grazie a un piccolo microscopio, realizzato dai ricercatori con una stampante 3D, che si attacca al retro dello smartphone e ne sfrutta la fotocamera, è possibile registrare le immagini di un campione di tessuto, raccogliere i dati e analizzarli sequenziando le basi del Dna ed estrarre, eventualmente, Dna tumorale o di altre malattie.

Una simile analisi in genere richiede l'invio di campioni di cellule e di tessuti a laboratori ben attrezzati, con grandi apparecchiature.

Ma servendosi di un comune smartphone il nuovo microscopio portatile potrebbe essere prodotto per molto meno di 500 dollari. Un'enorme differenza rispetto ai costi dei dispositivi attuali, che vanno dai 10 mila a oltre 50 mila dollari.

I risultati dei test della nuova invenzione sono stati convalidati dal confronto con quelli di un microscopio della fascia di prezzo più alta.