lunedì 10 aprile 2017

aumenta il rischio AIDS

Dagli anni '80 l'Hiv, virus responsabile dell'Aids, si è espanso a macchia d'olio. Si è cercato di combatterlo con intese campagne di comunicaizone, ma non è bastato, se nel 2017 ci ritroviamo a confrontarci con il problema: 150mila sieropositivi in Italia, 4mila contagi ogni anno, tre le regioni più colpite: Lombardia, Lazio ed Emilia-Romagna.

Quello che è cambiato sono le popolazioni colpite: trent'anni fa la causa principale era lo scambio di siringhe (76%), oggi crollato al 5%, mentre la trasmissione eterosessuale causava circa il 2% dei contagi e quella omosessuale il 6%.

Oggi la trasmissione eterosessuale tocca il 43%, quella omosessuale il 38%. Più allarmante è l'età media in cui si diagnostica la sieropositività; 38 anni pre gli uomini e 36 per le donne. Una diagnosi in ritardo, che spesso giunge in fase avanzata, quando l'infezione ha già compromesso il soggetto, rendendo inefficace la terapia antivirale. Si è persa la consapevolezza del rischio e le azioni di informazione e prevenzione non sono state sufficienti neanche nelle fasce di popolazione che dovrebbero essere più sensibili.

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