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lunedì 9 gennaio 2017

Isoflavoni di soia


Gli isoflavoni, sostanze naturali che si trovano in varie leguminose, tra cui la soia, sono stati prosciolti dall'accusa di essere nocivi dall'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa). I loro estratti, grazie alla loro attività estrogenica, sono spesso utilizzati come ingredienti di integratori alimentari per la gestione dei disturbi che possono intervenire all'inizio della menopausa, come vampate di calore, irritabilità, sbalzi d'umore. Alcuni ricercatori hanno però suggerito che gli isoflavoni possano rappresentare anche un rischio per la sicurezza di certe categorie vulnerabili, in particolare per le donne con disfunzioni alla tiroide o per quelle che hanno avuto un tumore alla mammella ormone-dipendente.

Alicja Mortensen, presidente del gruppo di esperti scientifici dell'Efsa sugli additivi alimentari, che ha eseguito la valutazione, ha dichiarato: "Le evidenze scientifiche non indicano che ci siano effetti nocivi sui tre organi considerati per questa valutazione: la ghiandola mammaria, l'utero o la ghiandola tiroidea".

Queste conclusioni si riferiscono alle dosi di isoflavoni che si trovano di solito negli integratori alimentari venduti nell'Unione Europea e al tempo di utilizzo consigliato, che va da tre mesi a meno di un anno.

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